Il rischio biologico nelle strutture ospedaliere
Nel settore dei servizi sanitari, la biosicurezza è un elemento determinante per tutelare e garantire la salute e il benessere dei lavoratori. Dalla valutazione accurata del rischio biologico, a quelle che sono le precauzioni da osservare e i metodi o dispositivi di protezione, la gestione della biosicurezza è piuttosto complessa e richiede precisione e competenze.
Ad essere esposti al rischio biologico sono sono gli operatori delle strutture sanitarie, ospedali, ambulatori medici, laboratori di analisi e così via, prevalentemente infermieri e medici, ma anche altre figure professionali che lavorano in questo settore. Per offrire tutela e sicurezza agli operatori, la valutazione del rischio biologico è indispensabile, al fine di definire il livello di rischio per ogni tipo di professione e di reparto, per capire quali potrebbero essere gli interventi utili a ridurre tale rischio e per pianificare percorsi formativi, controlli sanitari e spesso anche vaccinazioni per il personale esposto.
La valutazione del rischio biologico richiede la massima attenzione e precisione, poiché è proprio dai risultati ottenuti che si provvederà poi a pianificare la sorveglianza sanitaria e gli altri metodi di tutela e di intervento.
Elementi che rendono particolarmente complicata la valutazione del rischio biologico
Nel valutare il rischio biologico, si incontrano diversi punti critici ai quali occorre prestare attenzione:
- la notevole variabilità degli agenti biologici, che hanno livelli di infettività e trasmissibilità molto differenti così come possono essere neutralizzati o contenuti con metodi diversi;
- la difficoltà nel misurare il livello di esposizione, e nel monitorare gli ambienti di lavoro, considerando che quantificare la presenza di agenti patogeni e microrganismi in un determinato luogo non è certo semplice;
- la difficoltà nel fissare limiti sia per le dosi infettanti di microrganismi, sia per i valori di esposizione;
- la reazione diversa di ogni persona nei confronti dell'esposizione a microrganismi patogeni e ad agenti infettanti.
Caratteristiche degli agenti biologici e metodi protettivi
I microrganismi che comportano un rischio biologico possiedono alcune caratteristiche delle quali è opportuno tenere conto nel corso di una valutazione:
- infettività: è la capacità di introdursi nell'organismo umano e di replicarsi;
- patogenicità: è la capacità di provocare una malattia;
- virulenza: è la presenza di ceppi differenti dello stesso virus più o meno aggressivi;
- contagiosità: è la trasmissione tra gli umani di una malattia provocata da un microrganismo.
A loro volta, le precauzioni da osservare per proteggersi dal rischio biologico sono diverse, e si riferiscono al grado di infettività, alla rapidità e facilità di trasmissione, all'ambiente di lavoro e così via.
Una serie di precauzioni standard viene applicata sempre e indipendentemente dal tipo di infezione e dalla diffusione del microrganismo: si tratta di regole in uso tra tutti gli operatori sanitari che possono venire a contatto con liquidi biologici o oggetti infetti. L'uso di alcuni semplici dispositivi di protezione individuale (DPI) e l'osservanza di regole di igiene basilari sono indispensabili in qualsiasi tipo di struttura o ambiente sanitario.
Gli operatori sanitari a contatto con pazienti infetti, o di cui si sospetti un'infezione, devono proteggersi ulteriormente da ogni rischio di trasmissione, tenendo conto che il contagio può avvenire sia per contatto diretto che per via aerea, per questo è necessario adottare alcune precauzioni specifiche durante le operazioni di assistenza.
Nel caso di rischio più elevato, oltre alle precauzioni standard e alle regole da osservare per evitare la trasmissione, occorre seguire le precauzioni di isolamento protettivo, necessarie per proteggere gli operatori e per tutelare inoltre la salute degli altri pazienti.
Precauzioni di base per ridurre il rischio biologico
Le precauzioni standard contro il rischio biologico devono essere osservate da tutti gli operatori sanitari ed offrono una protezione efficace dalle infezioni causate da agenti patogeni e dal rischio di contagio e trasmissione.
L'uso dei guanti protettivi è la prima regola in tutti i casi in cui possa esserci contatto con liquidi biologici infetti, ugualmente importante è il lavaggio delle mani da effettuarsi dopo la rimozione dei guanti e qualora avvenisse un contatto accidentale con materiale biologico potenzialmente infetto.
Camici e grembiuli devono sempre essere indossati, con l'aggiunta di mascherine e occhiali appositi nel caso di procedure che possano comportare un maggiore rischio di esposizione a schizzi di sangue e goccioline di liquidi infetti.
Aghi, bisturi e strumenti taglienti evono essere maneggiati con attenzione, rimossi e smaltiti con le necessarie precauzioni e riposti in custodie e contenitori appositi dopo l'uso per evitare qualsiasi rischio di contatto e di ferita accidentale.
I campioni di liquidi biologici, sangue o altro, devono essere trasportati custoditi in appositi contenitori a chiusura ermetica e successivamente smaltiti tra i rifiuti speciali.
Ulteriori fattori di rischio biologico
Gli operatori sanitari esposti agli agenti biologici sono purtroppo soggetti a potenziali effetti sulla propria salute che possono generare conseguenze anche molto gravi. Proprio per questo, una precisa valutazione del rischio biologico è la base di partenza per tutelare i lavoratori, individuando tutte le possibili sorgenti di rischio presenti sul luogo di lavoro.
É importante tenere conto che gli operatori del settore sanitario sono spesso a contatto con pazienti portatori di patologie infettive e con materiali biologici infetti. Oltre alle possibilità di trasmissione di una patologia infettiva, è necessario tenere conto anche del ripetersi dell'esposizione a cui un operatore va incontro durante lo svolgimento del proprio lavoro, senza inoltre tralasciare i rischi legati ad incidenti e infortuni.
Infatti, non è raro che una persona si infetti in seguito ad una sia pure irrilevante ferita causata da un ago o uno strumento chirurgico infetto, o per contatto con liquidi biologici durante l'uso di apparecchi per la diagnostica così come nel corso delle operazioni di pulizia e igienizzazione di ambienti, oggetti e strumenti. In particolare, le punture e e tagli con aghi e strumenti infetti rappresentano la causa principale di trasmissione di patologie anche molto gravi, tra cui l'epatite B e C e l'HIV.