Il mobbing: analisi dei rischi
Sebbene non esista ancora una normativa precisa riferita ai casi di mobbing, il D.Lgs. 81/08 per la sicurezza nei luoghi di lavoro obbliga le aziende ad analizzare tutti quei rischi che possono interessare i lavoratori, compreso, appunto, il rischio mobbing. Inoltre, anche il Codice Civile impone al datore di lavoro l'obbligo di garantire ai lavoratori un ambiente accogliente e sicuro, assicurando tutela e rispetto ad ognuno.
Con la definizione di mobbing, in realtà, ci si riferisce ad una situazione estremamente spiacevole in cui un lavoratore arriva a trovarsi, al punto da compromettere la propria sicurezza e il proprio stato di salute, a causa di un comportamento vessatorio e del tutto ingiustificato da parte di altri dipendenti o di superiori.
Tuttora non esiste una definizione ben precisa o riconosciuta per il fenomeno del mobbing. In generale, un lavoratore che lo subisce viene costantemente umiliato, impaurito, offeso, spesso perfino minacciato o sottoposto a violenza psicofisica da persone singole o tramite un'azione di gruppo: si tratta di una situazione che, soprattutto se si protrae a lungo, può mettere seriamente a rischio la salute fisica e mentale. Difendersi dal mobbing è davvero molto difficile, anche perché spesso è il risultato di un abuso di potere, inoltre le vittime si trovano nella maggior parte dei casi collocate in posizioni lavorative piuttosto pressanti ma, al contempo, non hanno alcuna autonomia sul proprio lavoro.
D'altra parte, non esiste né un tipo di ambiente di lavoro né un settore particolare in cui può verificarsi più facilmente il mobbing: in base ai sondaggi effettuati, qualsiasi persona in qualsiasi azienda può essere coinvolta in una situazione simile, indipendentemente dai fattori professionali, culturali o ambientali.
Quali possono essere le cause del mobbing
Principalmente, il mobbing si manifesta in due casi differenti: la conseguenza di un disaccordo o di un conflitto tra due o più lavoratori, oppure una situazione in cui la vittima viene casualmente scelta come bersaglio da uno o più aggressori per ragioni del tutto prive di significato o senza alcuna ragione.
Alcuni elementi possono inoltre favorire lo sviluppo di una situazione di mobbing, tra cui:
- una scarsa comunicazione tra i lavoratori;
- una leadership incapace di interagire adeguatamente con il personale;
- frequenti cambiamenti tra i ruoli dirigenziali e organizzativi;
- rapporti di lavoro precari e non sicuri;
- richieste di impegno e responsabilità eccessive;
- una strategia di gestione del personale scarsa di valori;
- una cultura aziendale che non riconosce il problema del mobbing;
- un ambiente di lavoro opprimente e stressante;
- problemi individuali dei lavoratori, come l'abuso di alcol, stupefacenti o farmaci e i comportamenti discriminanti o violenti.
Queste sono solo alcune delle condizioni che possono favorire e incentivare il mobbing in azienda, ovviamente la prima regola è quella di prevenire il problema riducendo al minimo i comportamenti che possono esserne causa e promuovendo una migliore comunicazione e interazione tra i lavoratori e la dirigenza.
Evitare il mobbing è possibile?
La prevenzione nei confronti dei casi di mobbing è fondamentale per offrire ai lavoratori un ambiente confortevole e incrementarne la motivazione: è bene intervenire prima possibile per evitare ogni tipo di situazione spiacevole o negativa anche sotto l'aspetto della produttività.
É anche vero, però, che in genere non è facile riconoscere il mobbing vero e proprio dalla disarmonia e dai conflitti che nascono normalmente tra i lavoratori. La strategia migliore è quindi quella di impegnarsi al massimo sia per evitare i casi di mobbing, sia per favorire l'interazione e la socializzazione tra i lavoratori, creando un'atmosfera piacevole ed equilibrata.
Il mobbing e la legge
Come si è detto, in Italia non esiste ancora una legislazione precisa che tuteli i lavoratori da una situazione di mobbing, anche se la normativa per la sicurezza nei luoghi di lavoro obbliga ogni datore di lavoro alla valutazione dei rischi, compreso il rischio mobbing. Non è raro, infatti, che una situazione di questo tipo venga trattata dal punto di vista legale, arrivando a riconoscere comportamenti illeciti e vessatori nei confronti di uno o più lavoratori.
Un altro elemento da tenere in considerazione è il fatto che il mobbing può a sua volta generare condizioni e comportamenti negativi e pericolosi per la salute, primo tra tutti lo stress. Chi subisce il mobbing può essere vittima di abusi di ogni tipo, verbale, fisico o psicologico, bullismo, critiche ingiustificate e altre vessazioni che possono provocare forte stress, ansia, forme di depressione e altri disagi psicofisici.
Un lavoratore vittima di mobbing può ritrovarsi isolato dagli altri, rinchiuso in una postazione poco confortevole o escluso da progetti, attività e comunicazioni aziendali, può diventare il bersaglio di insulti e diffamazioni, perfino di violenze fisiche e molestie sessuali. In altri casi, al lavoratore vengono negati benefit, ferie, permessi e possibilità di carriera, può subire la dequalificazione delle mansioni o vedersi assegnato un carico di lavoro impossibile da sostenere, fino ad arrivare al licenziamento o indurlo alle dimissioni volontarie per uscire da una situazione divenuta insopportabile.
Considerando l'eterogeneità di questo fenomeno, sebbene non costituisca di per sé un reato perseguibile dalla legge, può generare alcuni comportamenti illeciti riconosciuti dal Codice Penale. È il caso, ad esempio, dei maltrattamenti, delle violenze fisiche o psicologiche, delle minacce, delle molestie sessuali, delle lesioni anche colpose e degli abusi di potere: si tratta di reati effettivi, che possono comportare sanzioni e pene di diversa entità e obbligare a risarcire il lavoratore che li subisce.
In particolare, i danni risarcibili ad un lavoratore sottoposto a mobbing riguardano un'eventuale perdita economica dovuta ai costi da affrontare sia a seguito del disagio psicofisico, sia per il declassamento delle mansioni lavorative e la conseguente impossibilità di ottenere un avanzamento di carriera e di stipendio. Sono poi da considerare i danni morali causati dagli atti di bullismo, dagli insulti e dall'assegnazione di compiti umilianti.
Il lavoratore che subisce mobbing può ricorrere anche alle dimissioni per giusta causa, ma è importante dimostrare, con fatti documentabili e con testimonianze, che si tratta realmente di una situazione alienante, e non di attività che rientrano nel normale potere di controllo e decisione del datore di lavoro o ad una naturale conflittualità tra dipendenti.